gototopgototop
  1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta che possiamo mettere questi tipi di cookies sul vostro dispositivo.

    Leggi Privacy Policy

    View e-Privacy Directive Documents

Inaugurazione mostra permanente Giorgio Fuà ad Ancona

PDF Stampa E-mail

casa-fuaBiblioteca, studiolo e mostra fotografica permanente

Nella casa gialla al Pinocchio, la collina di Ancona che affaccia sul mare e sul porto, Giorgio Fuà trascorse l'infanzia, e dopo le vicissitudini delle leggi razziali e un periodo romano, vi fece ritorno e ne fece un luogo di incontri, di cultura e di studio. E naturalmente di libri. Il professor Giorgio Fuà non fu solo un insigne economista, ma soprattutto fu un uomo di cultura a tutto tondo. In una brillante vita professionale, il professor Fuà raccolse, lesse e studiò più di 2.000 libri, ai quali vanno aggiunti pubblicazioni, manoscritti, appunti, corrispondenza privata con personaggi che hanno fatto la storia, non solo economia e sociale, del Novecento italiano. Oggi la Fondazione a lui intitolata ha deciso di non disperdere questo vastissimo e raro patrimonio, di catalogarlo e di riordinarlo, di mettere in atto un progetto che prevede poi di rendere i libri di Fuà accessibili agli storici, ma anche agli studenti e ai docenti. Si è inaugurata ad Ancona, nella Facoltà di Economia, la nuova sede della Fondazione "Giorgio Fuà" con grandi progetti e programmi per il futuro. Aperta anche la mostra fotografica permanente (50 immagini), e buona parte della Biblioteca, con gli scaffali in legno scuro e molti dei libri più cari, spesso arricchiti da note e appunti, foglietti minuscoli con una grafia sempre ordinata. Anche il suo studiolo, con la piccola scrivania con ribaltina a gradini, dove il professore scriveva, quasi sempre a mano, ma anche con la sua piccola Olivetti, la sua sedia sono ora in Facoltà. La mostra, curata da Erika Rosenthal Fuà e da Gabriella Papini, racconta con grandi pannelli l'infanzia e gli anni giovanili; l'avvento delle le leggi razziali; la doppia laurea a Losanna e a Pisa; il matrimonio segreto, la fuga e la cattura in Svizzera. Fino al rientro, prima ad Ivrea con Adriano Olivetti; poi a Ginevra con Gunnar Myrdal; all'ENI con Enrico Mattei; ad Ancona dove fondò la Facoltà di Economia, l'ISSEM e l'ISTAO.
Come lo stesso Giorgio Fuà la definì, la sua fu la vita piena e felice, di un "viandante con brio".
Oggi la Fondazione, insieme all'Università Politecnica delle Marche e all'ISTAO, vogliono non ricordare o celebrare, ma promuovere il pensiero di Fuà: un'economia che non abbia come centralità i soli aspetti della finanza, ma parta dalle attività umane nel loro complesso, a cominciar dalla cultura umanistica, per operare con etica e "buon senso".
Così come indicato dall'assessore regionale alla cultura Pietro Marcolini e dal Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, Giorgio Fuà, è una risorsa culturale estremamente attuale cui fare riferimento e da cui ripartire con fiducia.